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Pubblicato January 14, 2020

Come Ho Riscoperto la Mia Passione

Una spinta fuori dalla mia zona di comfort.

Di Nathalie Klinser

A volte, le cose che più ti ispirano nella vita … che ti conducono lungo una strada del tutto nuova e ti cambiano per sempre … iniziano con qualcosa di piccolo e banale. Per me, è stato ritrovare la mia passione tramite una festività americana completamente nuova. Il Thanksgiving (Giorno del Ringraziamento)!

 

Non avrei mai e poi mai immaginato che questa festività americana sarebbe stata per me un vero e proprio catalizzatore per tornare a correre… e addirittura per portare a termine uno dei più grandi desideri della mia vita.

 

Eccovi la storia: la mia famiglia ospitante aveva deciso che il Thanksgiving quest’anno si sarebbe svolto direttamente a casa loro e avrebbero partecipato tutti i parenti provenienti da ogni parte degli Stati Uniti, per cenare a casa nostra tutti insieme. Erano presenti circa 25 persone in tutto (tre generazioni) inclusa me, l’au pair austriaca. Dato che il giorno del ringraziamento è incentrato quasi completamente sul mangiare un sacco di cibo, la mia famiglia ospitante aveva deciso di iscrivere tutta la famiglia ad una corsa di 5 chilometri, chiamata The Turkey Trot, che si sarebbe svolta nella mia cittadina. Sapevano che mi piaceva correre e non volevo di certo deluderli, quindi decisi di sfruttare quelle tre settimane per allenarmi e prepararmi per la corsa.

 

Devo dirvi la verità: non mi è mai piaciuto tanto allenarmi fino a quel momento. Lo trovavo stancante e noioso. Un’altra cosa ancora meno entusiasmante: la corsa si sarebbe svolta alle 7:30 di mattina di una fredda e nebbiosa giornata di novembre. Di certo non la più motivante delle condizioni climatiche.

 

Sebbene detesti svegliarmi presto al mattino, mollare non era un’opzione, così convinsi me stessa con il pensiero che, una volta terminata la corsa di 5 chilometri, avrei potuto mangiare tutto quel cibo delizioso che mi aspettava a casa, senza dovermi preoccupare di quanto peso avrei messo su. Era perfetto!

 

In un batter d’occhio, arrivò il Thanksgiving e quindi anche il momento di alzarmi presto per la corsa. E qui inizia la parte più divertente: era una mattinata molto nebbiosa e molto fredda, ragion per cui i miei bambini ospitanti non erano particolarmente motivati ad uscire di casa come noi speravamo. Di conseguenza, il più piccolo rimase a casa con la mia mamma ospitante, mentre il mio papà ospitante cercò di convincere il mio bambino ospitante più grande a partecipare finché non arrivammo lì.

 

Alla fine, però, fui la sola che decise di prendere parte alla corsa. E mentre mi preparavo, pensai tra me e me che “volevo rendere orgogliosi loro e me stessa cercando di dare il meglio e correndo per tutti noi come famiglia.

 

Per quanto sembri banale e sdolcinato, devo dirlo: questo fu l’inizio di un nuovo amore per la corsa e per l’esercizio fisico. Già mi piaceva correre quando ero una studentessa a scuola, ma l’ho sempre vissuto come un dovere per rimanere in salute, piuttosto che per il vero piacere di farlo.

Come Ho Riscoperto la Mia Passione

Qualcosa dentro di me era cambiato, mi divertii davvero tanto e mi resi conto che correre può essere divertente.

Quella corsa mi piacque così tanto perché non avevo mai partecipato ad una gara prima d’ora e mi resi conto che tutta quella energia, proveniente dagli spettatori e da tutti i partecipanti, era qualcosa di incredibile e indescrivibile.

 

Dopodiché, mi registrai anche per altre gare … come una bubble run (in cui si corre tra la schiuma), una gara del 4 luglio nella mia nuova città natale o una corsa di beneficienza per la scuola del mio bambino ospitante. Una corsa tira l’altra e, improvvisamente, il primo weekend di novembre, mi ritrovai a New York per il mio compleanno con la mia migliore amica Julia (anche lei un’au pair!). E così accadde che, proprio in quell’esatto giorno, si sarebbe svolta la maratona di New York.

 

Naturalmente, passammo il tempo ad osservare i corridori e a fare il tifo per loro e, nel frattempo, dissi anche (più scherzando che seriamente) che un giorno avrei voluto partecipare anche io a quella gara, a qualsiasi costo, e che avrei preso parte proprio a questa stessa maratona. Entrambe ci ridemmo su in quel momento, ma un piccolo pensiero si insinuò nella mia mente e cioè che quella era un’esperienza che volevo fare … che sognavo di poter fare.

 

Una volta tornata a casa nel 2017, dopo la fine del mio periodo da au pair, mi resi conto che se avessi voluto ottenere qualcosa, avrei dovuto semplicemente farla e basta.

 

Quindi, per farla breve, decisi di partecipare alla Maratona di New York 2018! Ero pronta a dimostrare al mondo e a me stessa che potevo farcela, anche se non ho il perfetto corpo e peso della tipica maratoneta.

Come Ho Riscoperto la Mia Passione

Se la tua volontà è abbastanza forte, puoi andare dove vuoi e raggiungere i tuoi obiettivi indipendentemente da cosa e da quanto irraggiungibili possano sembrare.

 

Ora posso con orgoglio dire di avercela fatta e di aver finito la maratona di New York senza infortuni, crampi o essermi demotivata dopo 5 ore e 28 minuti. So che questo non è forse il tempo migliore se paragonato a quello dei corridori più veloci, ma il mio obiettivo era solo quello di finire la corsa e ce l’ho fatta!

Come Ho Riscoperto la Mia Passione

L’Intera esperienza è stata incredibilmente indescrivibile. É stata come una grande festa per tutta la città e la sensazione è quella che l’intera città di New York sia orgogliosa di te. Soprattutto il giorno successivo, quando tutti ti fanno i complimenti vedendo quella medaglia che porti intorno al collo per tutto il giorno.

 

Dopo aver tagliato il traguardo, mi sono sentita come se avessi potuto conquistare qualsiasi cosa nella mia vita, qualunque cosa accada. E in quel momento, ho avuto la sensazione di aver fatto un passo enorme per quanto riguarda la mia crescita e il mio sviluppo personale.

 

Una cosa è certa: mai nella mia vita dimenticherò quella esperienza, e tutto è iniziato solo con un semplice Turkey Trot il 24 novembre del 2016, grazie alla mia famiglia ospitante! É buffo come le cose si sistemino improvvisamente così, da sole, non è vero?

 

Ora, ogni anno a Thanksgiving, mi ricordo di quanto io sia grata che questa reazione a catena mi abbia condotta dove sono oggi. E credetemi, se qualcuno mi avesse detto due anni fa che avrei corso per 42.195 chilometri e che sarei arrivata tutta intera, mi sarei sicuramente fatta una bella risata. Ma dopo un anno come au pair, non c’è nulla che possa fermarvi e niente che non possiate fare. Uscite fuori dalla vostra zona di comfort e “scappate!” Non si sa mai ciò che la vita può offrire.


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