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Pubblicato May 17, 2019

Trovare una Nuova Casa

Imparare ad accogliere il cambiamento e ad accettare me stessa.

Di Gianna Liliana

 Nel febbraio del 2018, è partita la mia candidatura per il programma Cultural Care Au Pair e da quel momento in poi ho iniziato a vedere tutti gli Instagram takeover. Ho immediatamente avuto l’ispirazione. Non mento quando dico che è da lì che ho iniziato a sognare di diventare una ragazza alla pari!

 

Ora, eccomi qui, con la mia personalissima storia da au pair.

 

La mia esperienza da au pair è stata come andare sulle montagne russe! Sono negli USA da più di 9 mesi e sinceramente non potrei essere più felice. Ma prima di raggiungere questo stato di pura felicità, ho sicuramente attraversato dei momenti di alti e bassi. Partiamo dall’inizio …

Sono arrivata negli USA nel mese di luglio del 2018 e questa esperienza mi ha cambiato la vita. Mi sono trasferita con la mia famiglia ospitante a Rhode Island. Nonostante i bellissimi ricordi in questa meravigliosa cittadina di mare in cui vivevamo, mi è parso subito evidente che io e la mia famiglia ospitante non fossimo compatibili. Affrontare un nuovo processo di abbinamento dopo solo 2 mesi all’interno del programma è stato davvero difficile per me e mi ha fatto dubitare di tutto. Mi ha fatto fare diversi passi indietro! Migliaia di domande che mi attraversavano la mente. Forse non sono all’altezza di essere una ragazza alla pari? Sarebbe meglio rinunciare al mio sogno e tornare in Germania? Mi sentivo così in colpa per tutto. Mi sembrava di non essere abbastanza cresciuta per fare questo lavoro! I dubbi avevano preso il sopravvento.

 

Ma, nonostante tutto, sono andata avanti e ho continuato a lottare. Sono felicissima di averlo fatto perché lo sapevo che avrei trovato la miglior famiglia ospitante del mondo. Mi sono trasferita nella Virginia del nord a settembre e sono davvero felice di non essermi arresa! Onestamente, mi sono innamorata della Virginia e di Washington D.C.

Adesso, mi sto prendendo cura di Kristian (Kit), un meraviglioso bambino di 8 anni con una lieve forma di autismo che mi ha mostrato come la gentilezza e le emozioni possano cambiare il mondo. Mi occupo anche occupando di Viktoria (Tori) di 5 anni. Tori è diventata la mia compagnia, la mia sorellina minore. Non potrei immaginare la mia vita senza di lei. Non pensavo che ci si potesse innamorare così tanto di bambini che non sono i propri. Ovviamente, ci sono anche giorni difficili, ma i momenti gratificanti sono di gran lunga superiori.

 

Ciò che amo di più del mio lavoro è veder crescere i bambini così tanto. Tori, per esempio, non aveva tantissimi amici quando sono arrivata nella loro famiglia. Era piuttosto timida all’inizio! Adesso è diventata la regina del parco giochi. Tutti i bambini amano giocare con lei! Kit ha avuto un sacco di problemi con la lettura e la scrittura all’inizio. Ora è migliorato tanto. Il suo comportamento autistico si vede molto poco, esce fuori principalmente il suo lato da ometto premuroso. Sono incredibilmente orgogliosa di lui. Quando gli ho regalato un ‘Fun Day’ per il suo compleanno, una giornata tutta per noi per trascorrere dei bei momenti insieme, è stato felicissimo. Mi ha abbracciato fortissimo. Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime. Mi sono sentita così amata e come se fossi parte della famiglia.

 

Ad essere sincera, la mia intera personalità è maturata tantissimo perché ho imparato ad amare la mia vita e il mio lavoro qui con i bambini! All’inizio, devo ammettere che non sono rimasta molto colpita dalla Virginia. Ma pian piano ho iniziato a vedere la bellezza di questo stato. La primavera e l’autunno, soprattutto, sono due stagioni incredibili. C’è così tanta natura ed è impossibile non rimanere a bocca aperta ogni volta che guido lungo le strade che vanno direttamente nei boschi.

 

Ho anche trovato dei fantastici amici alla pari e anche amici americani. Ogni giovedì sera, io e i miei amici ci incontriamo nel mio bar preferito, perché adoriamo la serata open-mic. Giovani artisti hanno la possibilità di esibirsi sul palcoscenico ed è fantastico vedere i loro progressi con il passare dei mesi. Ho cominciato ad orientarmi a Manassas, la città nella quale vivo, e ormai non ho quasi più bisogno del navigatore. Avere una routine cambia davvero le cose. Un luogo diventa casa. Nei miei viaggi in solitaria a Denver, in Colorado, durante le vacanze di primavera, ho sentito un po’ nostalgia di casa. Ma mi sono resa conto che avevo nostalgia della mia casa in Virginia, non di quella in Germania! Chi l’avrebbe mai detto.

Viaggiare negli USA è diventato uno dei miei hobby preferiti. Finora ho visitato 15 stati. Mi sono innamorata di un sacco di posti e sono davvero grata per ogni esperienza. È difficile scegliere il posto che preferisco, ma San Diego in California e Austin in Texas sono senza ombra di dubbio i primi della lista! Benché viaggiare non sia sempre super facile, ti apre la mente verso le altre persone e le culture diverse dalla tua.

 

Il tempo è davvero volato ed è così triste pensare che sia già arrivata la fine della permanenza con la mia famiglia ospitante. Ma la buona notizia è: che continuerà il mio viaggio da au pair a San Francisco, perché ho deciso di fare altri 9 mesi con una famiglia diversa! Sono certa che sarà difficile iniziare una nuova vita altrove, ma sono altresì sicura di aver preso la decisione giusta! Non vedo l’ora di creare nuovi ricordi, incontrare gente nuova e instaurare un bellissimo legame con i miei nuovi bambini ospitanti. Dai viaggi, al trovare fantastici amici, dal sentirsi un po’ giù di morale in inverno, all’essere affascinata dalle piccole cose, penso di averle fatte davvero tutte. E sono qui per ispirare gli altri, per incoraggiarli a iniziare a loro volta un nuovo viaggio. E per dirgli di non arrendersi mai!


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