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Pubblicato August 16, 2019

Le Realtà della Vita alla Pari

Abbracciamo i momenti di caos e follia

Di Lotte Fincken

Iniziamo con il dire che sono felice, credo di non essere mai stata così felice nei miei vent’anni di vita. Sono un’au pair da oltre 9 mesi e amo godere di ogni istante. Potrei dirvi che tutto sarà meraviglioso … che l’aria odora di rose e caramelle, che i bambini ascoltano sempre, che conoscerete un sacco di amici e che non avrete mai nessun tipo di problema. Beh, questa però non è la mia storia, forse lo è per alcuni.

 

Invece, voglio raccontarvi la mia storia da ragazza alla pari, la storia di una vita complicata, folle e super impegnata. Ma all’interno di questo piccolo mondo in cui mi trovo, sono circondata da queste piccole creaturine che chiamo i miei bambini ospitanti. Ho 3 bambini ospitanti che amo tantissimo, ma ovviamente ci sono anche momenti in cui mi fanno impazzire. Ed è del tutto naturale: i bambini sono bambini.

 

Ma prima di arrivare qui, assicuratevi di essere pronti per questa sfida. Sono sempre stata brava con i bambini. Ho dato lezioni di hockey su prato per 6 anni e ho fatto tirocinio in una scuola elementare. Ma saperci fare con i bambini e prendersi cura davvero di loro sono due cose diverse. Essere una ragazza che si prende cura dei bambini per una o due ore al giorno non è la stessa cosa che essere la persona che se ne occupa per 45 ore a settimana e vive con loro. La differenza è sostanziale! Quindi, fatevi sul serio questa domanda: siete davvero pronti ad amare, prendervi cura, pulire e aiutare dei bambini? Perché dovrete esserlo.

Le Realtà della Vita alla Pari

Il mio bambino ospitante più giovane soffre di mal d’auto, quindi ogni volta che ci spostiamo in auto dobbiamo portarci dietro un sacchetto per il vomito. Voglio essere molto chiara e dirvi che prima di arrivare in America, stavo sempre malissimo quando vedevo vomitare uno dei miei amici. Non ero sicuramente l’amica che gli sosteneva la testa, ero piuttosto l’amica che scappava nell’altra stanza.

 

Quindi, il mio bambino ospitante vomita spesso in auto e ogni volta è la stessa routine. Pulisci il vomito, tiralo fuori dal seggiolino auto, togligli i vestiti sporchi e sostituiscili con quelli puliti, pulisci il seggiolino e sostituisci il sacchetto per il vomito. Non c’è stata una sola volta in cui ho avuto la nausea o mi sono sentita male mentre pulivo. E lasciate che ve lo dica, a volte la situazione si fa davvero complicata. Quindi, come faccio a sganciare la sua cintura di sicurezza tutta intrisa di vomito senza esserne disgustata? Perché adoro così tanto quel bambino, che non m’importa minimamente di quanto disgustosa possa essere tutta la situazione. Continuerò a pulire quel seggiolino anche per un’altra settimana, mese o anno.

 

Alcune cose sono complicate quando si lavora con i bambini, ma è quello che mi fa apprezzare ancora di più i brevi momenti di pura felicità, come quando tutti e tre i bambini ballano a ritmo di musica sui sedili posteriori dell’auto, lungo la strada per accompagnarli a scuola. Li sento ridere di cuore e vedo i loro sorrisi dallo specchietto retrovisore. Ecco l’inizio di un’altra giornata fantastica.

 

Quindi, essere un’au pair è divertente, e vi dà la possibilità di sperimentare un nuovo paese e una nuova cultura. Ma alla fine del giorno, quando i bambini sono addormentati e i piatti sono puliti, io ripenso alla mia giornata. Qualcuno ha vomitato, qualcuno ha urlato, qualcuno ha pianto e alcuni di loro si sono picchiati. Abbiamo riso, ci siamo divertiti e abbiamo giocato a calcio. Questa è la mia vita caotica e adoro ogni singolo istante.

 

É un rischio che correrete come persona, per compiere il passo e cogliere l’occasione. Sarà quello che fa per voi, prendersi cura di qualcuno diverso da voi stessi. Sarete in grado di occuparvi e amare dei bambini che non sono imparentati con voi in alcun modo? Guardatevi allo specchio e fatevi questa domanda: sarò capace di pulire del vomito ogni giorno?

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