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Pubblicato August 23, 2019

Il Rematch Non É La Fine Del Mondo

Come ricominciare con una nuova famiglia ospitante

Di Myles Miller

Desidero condividere con voi la mia esperienza di ri-abbinamento, dato che queste cose a volte possono capitare. Comincerei con il sottolineare che, nonostante io abbia lasciato la mia prima famiglia ospitante dopo 2 mesi e mezzo, per ricominciare da un’altra parte, conservo ancora dei bellissimi ricordi del tempo trascorso con loro; le cose che ho fatto e gli amici che ho conosciuto in quel periodo fanno ancora parte della mia vita.

 

Tutto ha avuto inizio a Lancaster, in Pennsylvania. Prima di arrivare negli USA, parlai diverse volte via Skype con la mia famiglia ospitante e non vedevo l’ora di iniziare questo viaggio e poterli finalmente incontrare. Sarò sincero: tanto per cominciare, non ho mai avuto troppa nostalgia di casa perché tutto era così nuovo ed entusiasmante! La mancanza di casa arrivò solo dopo qualche mese. Mi mancavano gli amici e le cose che ero abituato a fare quando ero a casa. Ne parlai con i miei genitori ospitanti e già quello mi aiutò tanto. Anche solo togliermi quel peso dal cuore e raccontare le cose che mi mancava fare è un modo per condividere la propria vita personale con loro, una cosa che ci ha unito ancora più velocemente. Potrebbero addirittura fare dei piccoli gesti d’affetto legati alle storie che gli racconterete su di voi. La mia mamma ospitante, per esempio, mise della crema solare nel mio cestino di benvenuto perché avevamo scherzato parlando di quando, nel mio paese natale, mi scottai durante il lavoro. É tutta una questione di piccole cose e semplici gioie che ti danno questa dolce sensazione di agitazione nel cuore.

Il Rematch Non É La Fine Del Mondo

 

E queste sono le cose che rendono questa esperienza una delle migliori della vita!

 

Parlare via skype con amici e familiari nel proprio paese di origine è un’altra cosa che aiuta tantissimo. Basta assicurarsi di mantenere il volume basso di notte o uscire a parlare in cortile! Uno dei ricordi con la mia vecchia famiglia ospitante che conservo ancora gelosamente nel mio cuore è quello di quando trascorremmo l’intera giornata al parco divertimenti di Hershey Chocolate. E nella mia prima settimana, contattai il gruppo WhatsApp di ragazzi alla pari per iniziare a fare conoscenza con gli altri au pair, uscire di casa e fare delle cose divertenti con nuovi amici, dato che sono una persona socievole e, dopo 2 settimane, iniziavo già a sentirmi isolato. Il gruppo semplificò molto le cose nel trovare nuovi amici. Avere un paio di buoni amici è super importante, fate senz’altro uno sforzo in più e cercate di trovare la vostra persona o persone!

 

Sfortunatamente, però, come già anticipato, dopo 2 mesi e mezzo, io e la mia famiglia ospitante decidemmo di trovare un nuovo abbinamento. Nonostante riuscissimo a farci delle belle chiacchierate e a condividere un sacco di momenti meravigliosi, quando si trattava di lavorare insieme avevamo opinioni divergenti e si creavano spesso dei malintesi che portavano a far sorgere del risentimento reciproco tra di noi. Sfortunatamente, non chiarendo fin da subito, i rancori continuavano a crescere finché non ci rendemmo conto che qualsiasi parola dava subito adito a fraintendimenti o discussioni. Dopo aver partecipato a due riunioni di sostegno, arrivammo entrambi alla conclusione che sarebbe stato meglio rivolgersi da un’altra parte. E così facemmo e il nostro LCC ci fu di grande supporto durante tutto il processo. Ebbi persino la possibilità di trascorrere una settimana con il loro nuovo au pair. Fu davvero carino e ci divertimmo un sacco insieme ai bambini, oltre a farci delle belle chiacchierate tra di noi.

 

Trascorrere del tempo tutti insieme con i bambini rese la transizione molto più semplice anche per loro. Non posso negare che sia stato piuttosto triste, ma anche emozionante parlare con la mia nuova famiglia ospitante e fare il colloquio con loro. Dopo una settimana di colloquio, scelsi di andare a vivere con una bella famiglia nel Connecticut. Arrivai a metà ottobre. Fui molto onesto con loro su quali fossero stati i problemi con la famiglia precedente e dove non eravamo riusciti a far funzionare le cose. Parlammo molto e mi resi subito conto di essere sulla stessa lunghezza d’onda dei miei nuovi genitori ospitanti e mi sembrò che la comunicazione, con loro, fosse molto più semplice e ancora oggi è così.

 

Ho deciso di estendere con loro per un altro anno perché ritengo davvero importante il fatto che abbiano così tanta fiducia in quello che penso e nelle cose che voglio fare. Inoltre, mi fanno sentire apprezzato per ciò che faccio per loro e per i bambini, senza troppe parole. Anche se in realtà non mancano mai di dire “grazie” o di chiedermi com’è andata la mia giornata. I bambini mi sono piaciuti tantissimo già dai primissimi giorni. Ci sono volute un paio di settimane per adattarsi e, per loro, per individuare i propri limiti nei miei confronti. Ma i due maschietti di cui mi occupo adesso non potrebbero essere più carini e affettuosi, il che rende tutto molto più semplice. Si sono abituati alla mia severità piuttosto in fretta. Ma anche il mio modo di essere un po’ infantile ha giocato un ruolo importante in tutto questo. La sensazione che si prova quando ti dicono il loro primo “ti voglio bene” è indescrivibile! La scorsa settimana ho chiesto al mio bambino ospitante di 5 anni cos’è che gli piace di più di me e la sua risposta è stata che gli piace il fatto che gli faccia vedere dei film fantastici!

Il Rematch Non É La Fine Del Mondo

Festeggiare i successi dei vostri bambini mentre imparano ad usare il vasino, rende l’intero processo ancora più speciale! Quando i bambini iniziano a usare le parole che gli avete insegnato nella vostra lingua, vi sentirete pervadere da una sensazione di grande orgoglio come se fossero i vostri stessi figli. Ora viaggiare significa divertirsi. E con il weekend alla pari, per esempio, non si ha solo l’opportunità di viaggiare, ma anche di raccogliere crediti e ampliare le proprie conoscenze alla pari negli USA. Esistono tante altre agenzie per au pair che consentono sia di fare formazione che di viaggiare. Io, ad esempio, ho fatto un corso di un fine settimana a Nashville! Credetemi, queste esperienze e tutte quelle semplici gioie vi renderanno ancora più soddisfatti di quanto possiate mai immaginare. Dovete solo assicurarvi di guidare la nave nella giusta direzione! Il capitano siete voi.


I’m Myles, born in England and moved to Germany at the age of 8 with my mum. I had completed a training as an “educator” and worked in a kindergarten. At the age of 23 I decided to finally do this au pair experience before I go to university. I’m so glad I took the leap, because now I live in Connecticut with a great host family!

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