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Pubblicato February 27, 2019

Come Gestire lo Shock Culturale del Rientro

Cosa fare quando si torna a casa e tutto sembra diverso?

Di Faye Popplewell

“Au pair? Che cosa sarà mai un au pair?”

Questi erano i miei pensieri due anni e mezzo fa, quando vidi un annuncio su Cultural Care Au Pair. Fu in questo momento che la mia vita cambiò per sempre.

Quasi immediatamente, rimasi conquistata. Non appena imparai qualcosa di più sul programma, mi sembrò la cosa giusta da fare. E dopo aver letto tutto quello che c’era da leggere sul sito web, compresi che quello sarebbe stato il prossimo passo della mia vita.

Prima che me ne rendessi conto, ero su un aereo da sola diretta a New York City per diventare la ragazza alla pari di due bambini che a quel tempo avevano due e cinque anni. Così trascorsi due incredibili anni con la mia famiglia ospitante e, ad essere sinceri, non li considero neanche più come la mia famiglia “ospitante” perché ormai sono per me una famiglia a tutti gli effetti. So che rimarremo per sempre nella vita l’uno dell’altro.

Una cosa che ho sempre detto ai miei bambini ospitanti è che “la famiglia non è una questione di sangue, ma sono le persone a cui vuoi bene e che ricambiano il tuo affetto.” La mia esperienza è stata in assoluto la migliore proprio per questo motivo e non avrei potuto desiderare di essere accolta da una famiglia più meravigliosa di così.

Il ritorno a casa, tuttavia, fu tutta un’altra storia.

Sapevo di essere completamente cambiata e migliorata come persona e non volevo tornare ad essere la vecchia me. Quindi, sul volo di ritorno, feci a me stessa la promessa di non cambiare ciò che ero diventata oggi, nonostante sapessi che non sarebbe stato per niente facile.

Sapevo di dover pensare positivo e di ricordare che tutto accade per un motivo.

Ma ecco ciò che ho imparato: Lo shock culturale del rientro esiste davvero!

Non mi ero preparata molto bene al ritorno nel Regno Unito. Infatti, ero in uno stato di totale rifiuto della realtà e avrei continuato ad esserlo per un bel po’ dopo il mio ritorno a casa.

E poi ho capito! È lo shock culturale. Sono tornata.

Non riuscivo a smettere di piangere perché mi sentivo così vuota dentro. La mia vita negli USA mi mancava così tanto da stare male.

La mia casa nel Regno Unito era piccola. Le persone intorno a me sembravano diverse. Non riuscivo ad abituarmi agli accenti. Tutto era semplicemente diverso adesso. Niente più “Good Morning Ma’am” da parte di amichevoli stranieri o “Have a great day, Ma’am” come quando entrai per la prima volta in un negozio nel Regno Unito. Piccole cose come queste che attiravano la mia attenzione.

 

Quei due anni in America erano stati solo un sogno? Perché sembrava proprio così dopo essere tornata nel Regno Unito.

 

Dopo una settimana dal rientro a casa e dopo aver parlato della mia esperienza da au pair, sembrava che le cose a casa non fossero affatto cambiate. Sembrava che tutto e tutti fossero rimasti uguali, ma io di certo non ero più la stessa persona. Ero completamente cambiata in meglio! Persino la mia voce sembrava diversa. Avevo preso un po’ dei termini e dell’accento americano, quindi ovunque andassi nel Regno Unito la gente mi chiedeva quale fosse il mio paese d’origine. Continuavo a pensare “In che senso?! Questa è la mia città natale, io sono di queste parti!” In realtà era divertente il fatto che le persone pensassero che non fossi inglese.

Quindi, come superare lo shock culturale del rientro? Ecco alcuni suggerimenti per voi …

Suggerimento #1

 

Il mio primo consiglio per tutti voi è quello di contattare appena possibile i vostri amici alla pari che hanno fatto ritorno a casa. In tutta onestà è stato fantastico poter parlare con loro. Parlare con qualcun altro che abbia vissuto la mia stessa esperienza e che abbia sentito lo shock culturale proprio come me fu di grande aiuto. Poter parlare con loro di quello che stavo attraversando mi fece sentire subito molto meglio. Era bello sapere che c’era qualcuno che conosceva la mia vita passata e l’esperienza appena vissuta e che quindi comprendeva davvero come mi sentissi in quel momento.

Suggerimento #2

 

Dovete tenervi occupati. Iniziate un nuovo hobby, vedetevi con i vecchi amici, trascorrete del tempo con la vostra famiglia, ecc. Tenervi occupati vi aiuterà a reintegrarvi all’interno della vostra comunità a casa.

Suggerimento #3

 

Mantenete un contatto regolare con la vostra famiglia ospitante, i bambini ospitanti e gli amici che sono rimasti negli USA. È sempre bello sapere come stanno andando le cose per loro e se ci sono novità.

Suggerimento #4

 

Mantenete una mentalità aperta e siate sempre positivi! Ora che siete tornati nel vostro paese natale, le cose andranno diversamente. Prima o poi vi riabituerete.

Suggerimento #5

 

Condividete la vostra esperienza con gli altri, altre persone che incontrerete nel corso della vita, vecchi amici, chiunque! Perché i vostri ricordi dureranno per sempre e le parole che scambierete con le altre persone potrebbero cambiare la loro vita come hanno cambiato la vostra.

 

Poco dopo essere tornata, un mese dopo aver fatto ritorno a casa, mi trasferii dalla mia città natale per lavorare con Cultural Care. Non riuscivo a credere che mi stessi trasferendo di nuovo così rapidamente dopo essere appena tornata a casa, ma non potevo essere più felice di così per l’opportunità di poter condividere la mia esperienza con altri ragazzi alla pari.

 

In fin dei conti, siamo tutti sulla stessa barca, proprio tutti. Non vergognatevi di ciò che provate. Ricordatevi che niente dura per sempre e che ci sarà sempre qualcuno con cui parlare, che si tratti dei vostri amici alla pari, della vostra famiglia ospitante, della vostra famiglia d’origine, degli amici di una vita e persino del personale di Cultural Care!

 

Non abbiate paura di ammettere come vi sentite; non abbiate paura di cambiare; non abbiate paura dello shock culturale. Non siete gli unici a sentirvi così, da qualche parte c’è qualcuno che si sente esattamente come voi.

 

Anche se la vostra esperienza e il tempo trascorso negli USA sono giunti al termine, per ora almeno, potrete sempre tornare per una visita. Ci saranno amicizie e relazioni che dureranno una vita intera e potrete condividere la vostra esperienza con altre persone, dopotutto, non si può mai sapere chi potrebbe aver bisogno di ascoltare ciò che avete da dire. Ormai avere tanti posti da visitare, posti che potrete chiamare casa per sempre!

 

Non avrei mai pensato che la ragazza inglese che sta scrivendo in questo momento si sarebbe fatta una famiglia e degli amici per la vita dagli USA, dalla Germania, dal Sudafrica, dall’Argentina, dal Galles e non solo. L’elenco potrebbe continuare all’infinito.

 

Quindi buttatevi! Diventate la migliore versione di voi stessi. Se riuscirete a salire su quell’aereo e a raggiungere gli Stati Unit, allora sarete in grado di fare davvero qualsiasi cosa vi metterete in testa di fare.


Salve, il mio nome è Faye, ho 25 anni e ho appena trascorso 2 anni MERAVIGLIOSI nella terra delle strisce rosse, bianche e blu! Sono inglese ma ovunque io vada mi chiedono "Vieni dall’Australia" "OHH sei americana" ERRR "Ma di dove sei esattamente" Sono vera, buffa, rumorosa e amo ridere … ohh e ADORO! il FRO-YO (yogurt gelato) americano!

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